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Sentenze
della Corte di Cassazione e varie

l'Attività

SENTENZE
DELLA CORTE DI CASSAZIONE


  Sentenza Penale Sez.II^ n.12028 del 26/03/2010
Ai fini della fattispecie di usura, sono considerare rilevanti tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con il suo uso del credito. Tra essi rientra anche la commissione di massimo scoperto, trattandosi di un costo indiscutibilmente collegato all'erogazione del credito, giacchè ricorre tutte le volte in cui il cliente utilizza concretamente lo scoperto di conto corrente, e funge da corrispettivo per l'onere, a cui l'intermediatario finanziario si sottopone, di procurarsi la necessaria provvista di liquidità e tenerla a disposizione del cliente.

  Sentenza Penale Sez.II^ n.46669 del 19/12/2011
La norma di cui all'art. 644 c.p. configura una norma penale in bianco il cui precetto è destinato ad essere completato da un elemento esterno, che completa la fattispecie incriminatrice giacché rinvia, al fine di adeguare gli obblighi di legge alla determinazione del tasso soglia, ad una fonte diversa da quella penale, con carattere di temporaneità, con la conseguenza che la punibilità della condotta non dipende dalla normativa vigente al momento in cui viene emessa la decisione, ma dal momento in cui avviene l'accertamento, con esclusione dell'applicabilità del principio di retroattività della legge più favorevole.

  Sentenza Corte Cassazione n.350 del 09/01/2013
Mutui, Leasing e Finanziamenti con tassi usurari possono essere annullati

  Sentenza Corte Cassazione SEZ. I n.3161 del 12/02/2014
Risarcimento per illegittima segnalazione alla Centrale Rischi di Bankitalia

  Sentenza Corte Cassazione SEZ. I n.4518 del 26/02/2014       Sentenza Corte Cassazione SEZ. I n.4518 del 26/02/2014
In tema di appropriazione indebita da parte del promotore finanziario, la banca non può addebitare al cliente la disattenzione o inesperienza del medesimo, pur aver eseguito versamenti con denaro contante o altri strumenti di pagamento che abbiano consentito al promotore l'indebita appropriazione

  Sentenza Corte Cassazione SEZ. I n.6857 del 24/03/2014
La prescrizione decennale della domanda di ripetizione del cliente degli addebiti operati dalla banca nel conto corrente decorre dalla data di chiusura del conto se gli addebiti sono avvenuti nel limite dell'affidamento concesso

  Sentenza Corte Cassazione SEZ. I n.15609 del 9/07/2014
Il risarcimento del danno conseguente all'illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi

  Sentenza Corte Cassazione SEZ. I n.19696 del 18/09/2014
La banca ha l'onere di provare il proprio credito anche per la fase temporale anteriore agli ultimi dieci anni e la mancata produzione della documentazione si riverbera sul suo residuo credito, ove accertabile

  Sentenza Corte Cassazione Civile SEZ. I n.17352 del 13/07/2017
La Corte con sentenza n. 17352 del 13 luglio 2017, ha stabilito che il mancato rispetto del limite di finanziabilità, ai sensi dell’art. 38, secondo comma, del T.u.b. e della conseguente delibera del Cicr, determina di per sé la nullità del contratto di mutuo fondiario.

  Ordinanza Corte Cassazione Civile SEZ. I n.23192 del 04/10/2017
La Corte con ordinanza n. 23192 del 04 ottobre 2017, ha smentito l'ordinanza del 28 gennaio 2014 del Tribunale di Milano, nella quale si era stabilito che l'usura dovu8ta alla sola pattuizione moratoria fosse sanzionabile con la cancellazione (ex art. 1815 CC) dei soli interessi moratori.La nuova ordinanza ha invece stabilito che se il mutuo è stipulato con tasso di mora in usura vanno cancellati tutti gli interessie il mutuo deve diventare gratuito con onere del solo capitale.Inoltre l'usura dovuta alla pattuizione moratoria è del tutto indipendente dal fatto che il mutuatario abbia o meno pagato gli interessi moratori. Questo punto fermo nasce dalla definizione di usura data dal D.L. 394/2000 del 29/12/2000 convertito in legge il 28 febbraio 2001 (n. 24/2001), di interpretazione autentica della legge 108/96. "L'usura nasce al momento della pattuizione indipendentemente dalla successiva dazione". La Cassazione 23192 conferma il dettato del D.L. 394/2000 specificando in modo inequivocabile che il semplice tasso di mora pattuito in contratto, anche se non applicato, comporta l'applicazione dell'articolo 1815 c.c. con la restituzione di tutti gli interessi pagati; non importa se la mora sia stata superata nel caso concreto, è sufficiente la sola pattuizione, come già confermato dalle Cassazioni n. 5598/17 e n. 14899/00. Il principio è quello per cui anche se la mora non viene mai applicata il solo fatto che vi sia una pattuizione usuraia, quindi un fattore di usura anche solo potenziale, il mutuo è da sanzionare con la cancellazione totale degli interessi e degli oneri ex art. 1815 CC diventando quindi gratuito con l’obbligo per il mutuatario di pagare il solo capitale erogato (altre sentenze che confermano che un mutuo con tasso di mora alla stipula superiore alla soglia deve diventare gratuito e pagato solo il capitale ai sensi dell’art 1815 del c.c. sono quelle del Tribunale di Chieti sentenza n. 122 del 27 02 2017, della Corte di Appello di Roma con sentenza n.4323 del 7/7/2016; Corte appello Firenze sentenza 1535/15;sentenza del tribunale di Siena 21/11/2017; Tribunale di Como sentenza 1088 del 13/7/2017; Corte di Appello di Bari sentenza n. 990 del 04 Giugno 2018).

  Sentenza Corte Cassazione Civile SEZ. I n.19746 del 25/07/2018
Segnaliamo inoltre ai piccoli imprenditori e artigiani che andrebbe annullato un mutuo erogato al solo fine di estinguere un debito su conto corrente. Vi sono sentenze di tribunali che lo hanno dichiarato (la sentenza 838 tribunale di Ascoli del 14/7/2015 ha stabilito la nullità del mutuo che è stato finalizzato a ripianare il passivo del conto corrente , stessa cosa afferma la Corte d'appello di Torino con sentenza 1172 del 15/6/2015 , la sentenza 165 del 17/10/18 del Tribunale di Benevento e la sentenza della cassazione civile, sez. I, n. 19746 del 25/7/2018 che stabilisce che l’ipoteca è revocabile se il mutuo è stato finalizzato all’estinzione di un credito precedentemente chirografario. Una Banca non potrebbe quindi pretendere garanzie personali o fidejussioni di garanti su un conto corrente solo chirografario e privo di garanzie personali, fidejussioni o ipoteche. Purtroppo questa risulta invece essere una prassi di molte banche che la giustificano con il maggior rischio che il debitore non rimborsi il prestito. In questi casi la banca che chiede il rientro di una posizione debitoria dovrebbe proporre un piano di rientro sostenibile per la piccola impresa o commerciante o artigiano.

  Sentenza Corte Cassazione Civile SEZ. I n.27442 del 30/10/2018
Novità positiva per le le piccole imprese è un’altra recente Ordinanza della Cassazione (n. 27442 del 30 ottobre 2018) che ha statuito che, ai fini della verifica anti-usura del tasso moratorio pattuito, aumentare il tasso soglia previsto è illegittimo. Quindi per i mutui o per i leasing o finanziamenti a rientro in genere la verifica di usurarietà della pattuizione moratoria va fatta confrontando il Tasso di Mora pattuito con Il Tasso Soglia senza nessuna aggiunta neppure per presunti motivi di omogeneità di confronto. La citata Ordinanza infatti afferma che “il riscontro dell'usurarietà degli interessi convenzionali moratori va compiuto confrontando puramente e semplicemente il saggio degli interessi pattuito nel contratto col tasso soglia calcolato con riferimento a quel tipo di contratto, senza alcuna maggiorazione od incremento: è infatti impossibile, in assenza di qualsiasi norma di legge in tal senso, pretendere che l'usurarietà degli interessi moratori vada accertata in base non al saggio rilevato ai sensi dell'art. 2 della Legge 108/96, ma in base ad un fantomatico tasso talora definito nella prassi di "mora-soglia", ottenuto incrementando arbitrariamente di qualche punto percentuale il tasso soglia (chiaro riferimento alla famosa Maggiorazione Soglia, derivata dalla Maggiorazione Media di 2,1 punti %, indicata dalla Banca d’Italia nella sua Circolare del 3/07/2013).

La Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 27442 del 30/10/2018, ha ribadito che “L’art. 2 L.108/1996 vieta di pattuire interessi eccedenti la misura massima ivi prevista. Questa norma s’applica sia agli interessi promessi a titolo di remunerazione d’un capitale o della dilazione d’un pagamento (interessi corrispettivi. Art. 1282 c.c.), sia gli interessi dovuti in conseguenza della costituzione in mora (interessi moratori:. Art. 1224 c.c.)”. Quindi la legge n. 108 del 1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori (vedi anche la Cass. 23192 del 4/10/2017, Cass. 5598 del 06/03/2017 e Cass. 1748 del 25/01/2011) come fa notare nel proprio sito un legale specializzato in diritto bancario e Responsabile Codacons di un capoluogo di Provincia. Il principio è stato affermato dalla Suprema Corte esaminando tutti i possibili criteri di interpretazione della legge: letterale, sistematica, finalistica e storica. La conseguenza è che diversi giudici che hanno ritenuto di applicare l’aumento del 2,1% del TEGM sulla base della circolare del 3/7/2013 di Banca d’Italia, rigettando le domande dei mutuatari, dovrebbero rivedere le loro decisioni adeguandole a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione. In tal caso molti contratti diventerebbero usurari e le banche sarebbero quindi tenute a restituire gli interessi percepiti indebitamente.

SENTENZE
VARIE


Sentenze vinte dai correntisti

  Sentenza Tribunale di Urbino n.223/2015 del 04/08/2015
No alla prescrizione, nessuna capitalizzazione né c.m.s., condanna la BNL alla restituzione di € 87.003,78 illegittimamente apprese

  Sentenza Tribunale di Pescara n.1276 del 23/07/2015
Finanziamento di scopo per ripianamento debiti pregressi

  Sentenza Tribunale di Milano - Sesta Sezione Civile n.6155/2015 del 15/05/2015
La banca notifica decreto ingiuntivo per oltre 180mila euro a vedova ottantenne, ma la firma della fideiussione era falsa. Il giudice revoca il provvedimento e condanna la banca al pagamento delle spese di lite

  Sentenza Tribunale di Piacenza n.757 del 27/10/2014
L'anatocismo relativo ai contratti bancari stipulati prima del 22 aprile 2000 (data di entrata in vigore della Delibera CICR del 9 gennaio 2000) è legittimo solo se la banca abbia specificamente pattuito con il cliente la modifica contrattuale, non essendo sufficiente la mera comunicazione da parte dell'intermediario

  Sentenza Tribunale di Roma Sez.IX n.14443 del 03/07/2014
L'art. 1815 c.c. sulla non debenza di alcun interesse nel mutuo usurario è applicabile anche al rapporto di conto corrente che superi il tasso-soglia previsto dalla legge sull'usura

  13 07 2017 Sentenza Tribunale di Como n. 1088-17
Il Giudice con sentenza n. 1088-17 del 13-07-201, sanziona la pattuizione del Mutuo ritenendola usuraria del tasso moratorio con la nullità degli interessi ai sensi dell'art. 1815 secondo comma, ovvero ha previsto la conversione forzosa del mutuo da oneroso a gratuito

  15 01 2019 Sentenza Tribunale di Pavia n. 77-17
Un’altra recentissima sentenza che può fare giurisprudenza anche a livello nazionale è quella del Tribunale di Pavia del 15 gennaio 2019 (n. 77). Il tribunale ha riconosciuto la “usurarietà” del contratto di mutuo stipulato tra la banca e i mutuatari, ritenendo rilevante, ai fini della usura, anche la commissione per la estinzione anticipata del contratto di finanziamento. Il giudice ha così dichiarato la parziale nullità del contratto, disposto la restituzione delle somme corrisposte a titolo di interessi (48 mila euro) e dichiarato l’inesistenza del diritto dell’istituto di credito a procedere con la esecuzione forzata. La famiglia che aveva fatto sacrifici per costruire la casa ad un certo punto, non potendo far fronte al mutuo contratto nel 2005, aveva interrotto i pagamenti dopo aver versato, tra rate e interessi, 83 mila euro. La banca aveva così provveduto al pignoramento della villetta, che poi aveva messo in vendita all’asta. Infine il giudice, ritenendo che al momento della decadenza dal beneficio del termine i mutuatari non fossero inadempienti, ha dichiarato la inesistenza di un titolo esecutivo idoneo a legittimare il pignoramento e pertanto l’inesistenza del diritto della banca di procedere con la esecuzione Con questa sentenza in pratica la Banca dovrà restituire la casa ai proprietari.


Sentenze vinte dagli istituti bancari

  Sentenza Procura di Milano del 00/00/0000

  Sentenza Tribunale di Napoli Sez. Esec. del 04/06/2014
La usurarietà del tasso di interessi moratori nel mutuo è esclusa dalla presenza di una "clausola di salvaguardia" che preveda che la misura degli interessi non potrà mai essere superiore ai limiti fissati dalla legge sull'usura

  Sentenza Tribunale di Cagliari del 11/09/2014
Il solo rifiuto della banca di esibire i contratti non costituisce ammissione del fatto che le clausole contrattuali oggetto dell'azione di nullità abbiano il contenuto indicato in giudizio dal cliente

  Sentenza Tribunale Ordinario di Torino del 17/09/2014

  Sentenza Tribunale di Milano del 25/11/2014

  Sentenza Tribunale di Treviso del 09/12/2014

  Sentenza Tribunale di Padova del 10/03/2015




Sentenze contro EQUITALIA

  Sentenza Commissione Tributaria di Salerno n.3353 del 28/04/2015


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